« Ogni volta ritorna, ogni volta la operiamo, ogni volta il suo sorriso e il regalo della sua amicizia ci rendono consapevoli di trovarci nella direzione giusta: tutto questo vale la pena di essere fatto ». Lei è una donna ugandese sfigurata da un attacco all’acido, mentre « loro » sono i dottori e i chirurghi di Cute Project, capitanati dal professor Daniele Bollero. 

Cute Project è una Onlus di medici, chirurghi e infermieri specializzati in chirurgia ricostruttiva e grandi ustioni. 

Ogni anno, Daniele e i suoi vengono in Uganda per riparare – letteralmente – le esistenze di bambini, donne e uomini vittime di incidenti domestici, ustioni, malformazioni congenite. 

Dietro di sé lasciano vite che ritrovano un nuovo corso inatteso, e un personale medico sul posto formato per essere disponibile alla popolazione durante tutto l’anno. 

« Siamo puntualmente colpiti dalla generosità e dalla fierezza di questo popolo » racconta Daniele. Noi veniamo per aiutare, ma sono loro che aiutano noi, col loro esempio. Noi portiamo la nostra competenza e gli strumenti per operare; l’ospedale ugandese che ci ospita ci tiene a mettere a nostra disposizione gratuitamente i materiali di base, dalle garze ai disinfettanti. Ci offre i pasti e i trasporti. Sappiamo che è un costo ingente per loro, ma vogliono essere parte attiva del progetto, desiderano fortemente che il nostro rapporto sia basato sullo scambio, sulla fiducia reciproca, e non su un semplice ricevere unilaterale. Gli ugandesi sono persone dal cuore grande, hanno una grande fierezza e credono nella loro terra » 

Sono diversi anni ormai, che l’aereo con a bordo i medici di Cute Project parte regolarmente per l’Uganda. « E continueremo, perché le cose migliorano sempre di più. Abbiamo formato due infermiere e un medico sul posto. Ci occupiamo di prevenzione…Prima i pazienti arrivavano qui con cicatrici tremende e infezioni. Oggi la popolazione sa che bisogna intervenire subito, si rivolge a noi senza più timori o diffidenza, una buona medicazione effettuata subito impedisce che le cicatrici diventino deturpanti e difficili da curare ». I volti dei medici di Cute Project sono diventati familiari, qui.  

Non è senza rischi che il team viene in Uganda: «Nel paese c’è ancora molta violenza, molta micro-criminalità. Curiamo pazienti sfigurati dall’acido. Diversamente da paesi come l’India o il Pakistan, dove aggredire le donne con l’acido rappresenta una « punizione » per chi si ritiene abbia trasgredito al codice morale del villaggio o della famiglia, qui l’impiego di questo tremendo liquido corrosivo come arma ha ragioni molto più banali. Viene usato l’acido delle batterie: i piccoli delinquenti non esitano a lanciarlo sulle vittime per mettere a segno rapine o borseggi ». 

Ma i rischi sono ben presenti anche in sala operatoria. « Solo ora, tornato a Torino, posso permettermi di distendermi, di godermi la soddisfazione del lavoro compiuto, di indugiare sui bei ricordi del viaggio e sulle belle emozioni condivise coi pazienti e con gli altri medici. Là, ero tesissimo » ammette Daniele. « Sono responsabile del mio team, durante le operazioni bisogna mantenere una vigilanza massima anche per la nostra incolumità: una gran parte dei pazienti che operiamo è sieropositiva, il contatto col sangue può rivelarsi pericoloso se non si prendono le precauzioni adeguate ». 

Qualcuno, quando parla di Daniele e del suo team, non esita a definirli eroi. 

« Non so cosa sia un eroe, io sono solo un medico, uno che come tanti cerca di fare bene il suo mestiere » risponde, prima di indossare la maschera da chirurgo per l’ennesima volta, e dileguarsi nel corridoio dell’ospedale per raggiungere il prossimo paziente. 

Mi sono ispirata alla storia di Daniele, e di tanti « eroi ordinari » per scrivere un libro di favole per bambini, « Eroi senza superpoteri », che riunisce dodici racconti ispirati a persone e situazioni realmente esistite. Dodici favole, una al mese durante tutto l’anno, per far capire ai bambini che gli eroi non indossano per forza mantelli o corone da principessa, ma che sono tra noi, persone comuni capaci di compiere imprese straordinarie, magari andando contro tutto e tutti, a volte sfidando un destino già segnato.  Ogni favola è seguita dal reportage che l’ha ispirata, di modo che la lettura risulti interessante per i piccoli e per i grandi. Un invito, per tutti, a realizzare i propri sogni, a continuare a crederci, a non mollare mai. 

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