“Houellebecqli”? No, niente da fare. Persino l’ormai consueta crasi che si utilizza per generare un hashtag o per coniare un marchio da imprimere su tazze e magliette non regge minimamente il confronto con “Ferragnez”. Vuoi mettere? Segno che, pur trattandosi di due matrimoni VIP, siamo proprio su due pianeti diversi: da una parte la mega festa nella splendida Noto, l’isteria collettiva, gli abiti sfavillanti, le immagini patinate, le prime pagine dei giornali, le centinaia di migliaia di like sui social; dall’altra solo un paio di foto, talmente sobrie da sembrare polverose, rubate da Carla Bruni nel municipio del XIII arrondissement di Parigi, la Chinatown della capitale francese, dove lo scrittore vive da parecchio tempo in un appartamento spartano di un’orrenda torre di trenta piani.

È proprio con una cinese,  Qianyun Li, “una ragazza di Shanghai più giovane di lui di circa vent’anni” – così si ipotizza sui giornali -, che lo scrittore francese contemporaneo più famoso al mondo ha deciso di convolare a nozze. Se fosse dipeso da lui – talmente geloso della sua vita privata che ai suoi lettori non è concesso neanche di conoscere con esattezza la sua data di nascita – non ne avremmo saputo niente. 

E invece è stata la nostra Carlà, invitata a prendere parte alla cerimonia con il marito Nicolas Sarkozy, a immortalare l’evento e a postare le immagini sul suo profilo Instagram. Lui appare con i soliti occhi spenti e apparentemente persi nel vuoto, anche se nel complesso la sua espressione sembra distesa e piuttosto serena. Via il classico parka, la camicia di jeans e l’immancabile sigaretta tra l’anulare e il medio – a quest’ora dovrebbe esserci la fede da quelle parti, no? – e spazio alla sua anima più profonda di dandy baudelairiano: bombetta e frac grigio chiaro – che sembra quasi di seconda mano o, al limite, preso a noleggio – con una misteriosa croce di Malta sul revers. Lei, invece, indossa un completo tradizionale orientale di colore rosa. In una delle foto guarda suo marito con ammirazione, in un’altra lo bacia con dolcezza sulla guancia. Le immagini shock – di certo più pornografiche di un libro dello stesso Houellebecq – hanno fatto il giro del web, in Francia come in Italia. Ma il giorno dopo non se n’è parlato più.

Quello di Fedez e della Ferragni, invece, è stato il matrimonio dell’anno. Impossibile, anche per i meno curiosi, non conoscerne i dettagli: il luogo in cui si è svolto, il nome degli invitati che hanno accettato e di quelli che hanno rifiutato, le marche dei vestiti, il programma dell’evento, il menu della cena, le lacrime e i sorrisi, i momenti più intimi e quelli più spettacolari. Se non abbiamo visto tutto, tra l’altro, possiamo farlo in qualunque momento. La trasparenza è totale. Il matrimonio di Houellebecq, invece, è stato un raro esempio di opacità. Al di là delle sue opere e delle sue titubanti risposte durante le interviste, sappiamo poco o niente su di lui, ancora meno su di lei e sui festeggiamenti successivi allo scambio degli anelli è stato detto solo che si sarebbero svolti in uno storico ristorante del centro, a due passi dalla Senna. Fine.

Trasparenza vs opacità, dicevamo. Fedez è un musicista e – ovviamente – lo sanno tutti. Houellebecq anche, ma non lo sa nessuno. Eppure Houellebecq ha collaborato – tra gli altri – con Iggy Pop; Fedez, al massimo, con J-Ax, che al matrimonio non c’è neanche andato. Malgioglio, invece, c’era, mentre al matrimonio di Houellebecq c’era un ex Presidente della Repubblica.

L’opera di Houellebecq è tradotta in tutto il mondo, mentre le canzoni di Fedez le conosciamo a malapena noi italiani. È la Ferragni quella famosa – mi direte voi -, ma per aver fatto cosa? Ok, indossa degli abiti meravigliosi ed è diventata la testimonial de L’Oréal. Bene: Houellebecq, che si veste malissimo, ha vinto il Goncourt, che i fan dei Ferragnez non sanno neanche cosa sia. 

I Ferragnez sono belli, sorridenti, vivono in ville da favola e ce lo ricordano di continuo postando le loro foto su Instagram. Houellebecq Instagram non sa neanche cosa sia, è brutto, porta la dentiera e abita in una topaia.

I Ferragnez hanno un figlio che si chiama Leone e che ha persino un profilo social tutto suo. Di lui sappiamo tutto quello che si può sapere su un neonato. Anche Houellebecq ha un figlio che si chiama Etienne e che oggi dovrebbe avere più di trent’anni, ma nessuno sa chi sia e cosa faccia nella vita. E forse è meglio così. 

Fedez e Chiara Ferragni sono una coppia moderna e disinibita. Lui ha scelto lei – o viceversa? -, una donna ricca e famosa che non sacrificherebbe mai la sua carriera al suo ruolo di moglie e di madre. Houellebecq e Qianyun Li, invece, sono una coppia all’antica. La compagna ideale per lo scrittore francese è “una donna gentile, un po’ casalinga, che ami anche fare un po’ di sesso”, ha detto in una recente intervista in tv. Una moglie in carriera, invece, sarebbe da escludere a priori: “Sono troppo macho – ha aggiunto -, una donna che lavora, che ha una vita troppo attiva non funzionerebbe per me. E poi, è difficile fare sesso dopo una dura giornata di lavoro…”

Nonostante l’apparente banalità della vita e delle parole di Houellebecq e la sua assoluta lontananza dai riflettori, il matrimonio dello scrittore francese si sostanzia in un reale e intimo atto di coraggio e, proprio per questo motivo, diventa molto più spettacolare di quello iper-mediatizzato dei Ferragnez. “L’amore rende deboli, e il più debole tra i due è oppresso, torturato e alla fine ucciso dall’altro, che dal canto suo opprime, tortura e uccide senza voler fare del male”, ha scritto Houellebecq ne “La possibilità di un’isola”. Lo ha fatto con cognizione di causa. Lo scrittore, infatti, si era già sposato due volte. La prima negli anni ‘80 – l’unione finì con un divorzio molto doloroso che trascinò lo scrittore in una profonda depressione -, la seconda con l’editore Marie-Pierre Gauthier: come è finita non si sa. 

A dispetto della sua aura cinica e nichilista, quindi, Houellebecq non ha mai smesso di credere nell’amore, come testimonia questo suo ennesimo tentativo di portare una donna all’altare. “I miei romanzi possono sembrare molto negativi, ma ci sono anche molti momenti gioiosi, spesso manca poco per raggiungere la felicità e non mi sono ancora spinto fino in fondo”, aveva detto l’autore in una delle sue ultime interviste alla televisione. Proverà a farlo nel suo nuovo romanzo, che dovrebbe affrontare proprio i temi dell’amore e della vita bucolica e che uscirà in Francia (e in Italia) a gennaio. E sarà di quel libro che si parlerà, se d’amore si vorrà parlare, quando il matrimonio dei Ferragnez – si spera – non sarà altro che un lontano ricordo.

Federico Iarlori

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