C’è uno sceicco a Parigi che puó investire 500 milioni di euro per Neymar, l’asso brasiliano del Barcellona, con l’obiettivo di fare vincere la Coppia dei Campioni al suo Paris Saint Germain.
Detta così, la notizia farebbe parte delle storie di ordinaria follia calcistica, di valutazioni stratosferiche e gonfiate per ambizioni e capricci dei nuovi padroni del calcio mondiale, sceicchi appunto, oligarchi russi e finanzieri cinesi. Succede nel calcio quel che accade in parte nel mercato dell’arte. Si compra il più costoso, non necessariamente il più valido e vincente. Basta fare salire quotiazioni e circolare denaro. Un capriccio, appunto. Si può pagare un’aranciata come Dom Perignon se fa prestigio il tappo più del contenuto.
Ma nel caso Neymar c’è qualche cosa di più che andrebbe esplorato. Tanti soldi arrivano dal Qatar, emirato che organizza i mondiali di calcio, che è al centro di una drammatica crisi diplomatica e politica con i vicini arabi, che è accusato di sostenere gruppi terroristici e che ha importanti interessi finanziari e immobiliari in territorio francese e più in generale in Europa.
Allora l’operazione si comprende meglio. Prestigio, immagine, potere, relazioni. In Francia poi, naturalmente, una squadra di calcio non è considerata di interesse strategico. Si puó gonfiarla di soldi, che non puzzano mai, di chiunque siano. Gli arabi comprano, a noi basta vendere : calciatori, alberghi, armi, immobili….i conti li facciamo in altre occasioni.

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