Esplorare nuovi modi per informare. ecco lo scopo della giornalista Florence Martin-Kessler, un concentrato di energia, brillante quanto il suo onnipresente rossetto carminio acceso, come un vero e proprio segnale d’allarme: « Attenzione, valanga in arrivo ». Florence è un caleidoscopio di idee, tessute in una trama di grande professionalità e determinazione. Sua è un’idea che da ormai più di tre anni a questa parte suscita in Francia l’entusiasmo di tutti gli appassionati di giornalismo e reportage.

Il concetto si chiama Live Magazine. 

Come è ben stato descritto da Canal +, si tratta di un momento esclusivo, a teatro, dove anziché girare le pagine di un giornale, si assiste a uno spettacolo. Dei Live Magazine non esistono repliche, ogni esibizione è unica, irripetibile, vietato filmare e riprodurre in qualsivoglia maniera.

Florence è il maestro d’orchestra. A mano a mano, così come nelle riviste vendute in edicola, sfilano le diverse rubriche, in scena salgono giornalisti, fotografi, scrittori, vignettisti e registi, ognuno per raccontare un reportage, una storia vissuta, per dibattere un tema, per rivelare alcuni segreti del mestiere e i retroscena di quest’ultimo. Si passa dai fatti truculenti di cronaca raccontati a volte con humour nero, a storie vere e poetiche nate tra le macerie di una guerra, da qualche parte su questo pianeta travagliato. Ci sono fotografi che raccontano il perché di un’immagine e cosa questa nasconde, ci sono scrittori che rivelano qualche frammento della propria anima, ci sono disegnatori che ci portano per mano nel tenero universo delle loro caricature.

L’idea ha già federato i nomi più importanti del giornalismo d’oltralpe ed è nato persino un festival, il Festival de Journalisme Vivant. L’anno scorso si è svolta la prima edizione nell’atmosfera magica del Lot et Garonne, quest’anno l’appuntamento è a Autun, in Borgogna, in occasione dei Rendez vous de Juillet (14, 15, 16 luglio. Tra i partner ci sono la rivista XXI e 6 Mois: ). 

Il Live Magazine è interattivo, i giornalisti si rivolgono al pubblico, cercano lo scambio. A volte non deve essere facile per chi è abituato al confort scrivania-tastiera, al bozzolo di discrezione rappresentato dall’a tu per tu con un computer, ritrovarsi a nudo davanti a un pubblico in attesa di sensazioni. Ma le sensazioni arrivano, eccome, forse proprio spinte dalla brezza tremante di questa inaudita e coraggiosa spontaneità, generata da attori che non sono attori ma decidono di diventarlo per una sera, in nome delle loro storie.

Il Live Magazine ha trovato già infinite declinazioni, al teatro della Porta Saint Martin ha avuto luogo poco tempo fa, per la prima volta, un Live Magazine per bambini: vicende commoventi e autentiche, raccontate come fossero favole, per riflettere, far pensare, accarezzare con dolcezza le corde della sensibilità dei più giovani.

Gli ospiti del Live sono sempre di tutto rispetto, a salire sul palco ci sono stati vincitori del prestigioso premio giornalistico Albert Londres, finalisti al Pulitzer, candidati al World Press Photo. Così come una rivista autentica, il Live Magazine sa far riflettere, commuovere, interrogare, indignare, ridere, gioire, sorprendere, ma ogni stato d’animo, ogni pensiero è amplificato, l’intensità cresce in modo esponenziale, perché chi ci scrive, chi vuole comunicare con noi, non lo fa da pagine mute e patinate ma  è qui, ora, ci osserva e ci sorride. Una pletora di giornalisti formidabili ci raccontano la fiaba della buonanotte: la sensazione è un po’ questa. E le fiabe vere sono sempre più emozionanti. Il successo de Live Magazine forse sta proprio qui. Ad andare in scena sono spaccati di vita vera, con i suoi aspetti a volte meravigliosi a volte grotteschi. In fondo il buon giornalismo è proprio questo: saper osservare e raccontare come si deve la vita autentica, e le migliaia di sfumature che la rendono meravigliosa; questo finisce sempre per arrivare fin nei meandri della nostra anima, a scaturire suoni dalle pareti più sensibili, ad aprire varchi di emozioni là dove non avremmo creduto. La realtà riesce ad essere sempre più abile della più raffinata finzione, Florence sembra averlo capito benissimo, e l’avventura è solo agli inizi.

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