Oggi la Francia vota per le legislative: analisi di un governo “aperto”. Macron è davvero il primo a cercare la stabilità grazie alle larghe intese? 

Cinque di sinistra, tre di destra oltre al premier, tre centristi e alcuni esperti dalla società civile. La formazione del primo governo dell’era Macron conferma la volontà di superare steccati ideologici, in uno spirito di servizio al Paese, con la variante tattica di sparigliare le carte nelle diverse famiglie politiche e costruire una maggioranza autonoma alle legislative di giugno.

Una parola sgraziata,  eppure di moda – “macronismo” – titola la narrazione della luna di miele che accompagna in Europa la folgorante ascesa del giovane presidente. “En Marche”, la sua “start up” della politica, è studiata a varie latitudini come modello teorico di rivoluzione democratica e costruzione del consenso al tempo di facebook e di crisi dei partiti.

Ma la lettura politica del “macronismo” racconta, in sostanza, una “coabitazione” fra presidente (di centro sinistra) e primo ministro (di centro destra) che la Francia ha già conosciuto all’epoca di Mitterrand (con Chirac e Balladur premier di centro destra) e – a ruoli invertiti – di Chirac (con premier il socialista Jospin), anche se vanno tenute in conto circostanze politiche e sconfitte elettorali del partito del presidente che determinarono quelle forme di governo. Macron, al contrario di Mitterrand e Chirac, ha il vento in poppa e non è condizionato da rapporti di forza elettorali, oltre a coltivare la speranza di ottenere alle prossime legislative la maggioranza all’Assemblea per sostenere l’esecutivo.

Si dovrebbe quindi discutere di “coabitazione” preventiva, completata dalla scelta di ministri di diversa estrazione. Scelta di “apertura”, secondo la filosofia “macronista” di conciliare gli opposti, unire e al tempo stesso dividere.

Ma anche sotto questo profilo occorre ricordare che l’”apertura” fu teorizzata, prima di Emmanuel Macron, da Nicolas Sarkozy, nonostante potesse disporre di un’ampia maggioranza parlamentare. Sarkozy volle come ministro degli esteri il socialista Bernard Kouchner e affidò al socialista Jacques Attali una supercommissione per le riforme, il cui coordinatore era Macron.

Sarebbe riduttivo non cogliere elementi di novità nei primi passi di Macron. Basti ricordare la riduzione del numero dei ministri, la parità uomo-donna, il principio di trasparenza nelle nomine e molto altro. Ma la grande novità potrebbe essere il corollario della “coabitazione” : la “grande coalizione” , anche se non sarà il frutto di un accordo fra capipartito, bensì conseguenza di diverse fratture, sia a destra, sia a sinistra, che potrebbero portare ad alleanze indispensabili all’azione del governo.

In ambienti di destra e sinistra, spiazzati da Macron, si urla al tradimento e si minacciano espulsioni. Jean Luc Melénchon, leader della sinistra radicale, teme la “deriva bonapartista” e spera che il presidente debba fare i conti con una forte opposizione. Nelle aule e nelle piazze. Qualche commentatore della destra ricorda formule della storia italiana,  dal “connubio” nel parlamento del regno di Savoia al “trasformismo” di De Pretis e Giolitti fino al “compromesso storico di Berlinguer e alle “convergenze parallele” di Moro.  Quasi a dire, nulla di nuovo sotto il sole di Francia, ma governare si deve.

Comunque la si immagini, la “grande coalizione” alla francese echeggia la “grosse coalition” collaudata con successo in Germania e probabilmente riproposta dopo le elezioni del prossimo settembre. C’è da chiedersi se sia la formula che meglio garantisce stabilità e operatività di governi minacciati dai populismi e tenuti in scacco da sondaggi e opinioni ondivaghe. Tanto più se “macronismo” e “merkelmania” trasformano l’asse franco tedesco anche in formula politica di riferimento.  Basta che ogni Paese la chiami a modo suo.  In Italia prove tecniche e faide politiche sono giá cominciate sull’asse Arcore Firenze. Con la speranza di votare, se non proprio con sistema tedesco, almeno nello stesso giorno della Germania.

Massimo Nava

 

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