Il Primo Ministro? Pratica boxe e scrive romanzi ad alto tasso erotico. Il Segretario di Stato per la Parità è una blogger, Nicolas Hulot, l’icona dell’ecologia accetta finalmente un ruolo istituzionale. Finora aveva rifiutato ogni incarico politico, ma il carismatico neo-presidente è riuscito a reclutarlo come Ministro per l’Ambiente. Cosa c’è da sapere sul nuovo governo francese, tra sorprese, entusiasmi, polemiche e delusioni.  

Un Primo Ministro giovane, originale, e già oggetto di polemcihe: 

Colleziona gemelli, ascolta Bruce Springsteen, adora la Sicilia e ha un debole per Francis Ford Coppola. Per l’editrice Lattes pubblicò il romanzo « Dans l’ombre », storia di un politico alle prese con intrighi istituzionali e soprattutto con una discreta pletora di amanti. Ha 46 anni, ama New York e in particolare Brooklyn, legge Céline e Dumas, ha scritto la colorita  cronaca della campagna presidenziale su Libération e ha sbattuto la porta del quartier generale di Fillon quando è scoppiato il Penelope Gate. Il repubblicano Edouard Philippe, da sette anni sindaco di le Havre, si è così dirottato verso le file di Macron, e il suo nome come possibile Primo Ministro, circolava da qualche giorno. Peccato che, proprio dalle pagine di Libération, fino ad appena qualche mese fa Philippe definisse il neo-presidente come uno che « promette tutto, ma non prende responsabilità su nulla », oppure ancora  lo paragonasse a « Bruto, quando pugnalò Cesare alle spalle ». Tant’è. Bruto l’ha designato per Matignon e Edouard non ha detto di no.

Il neo-PrimoMinistro esordisce con alcune polemiche: in passato, dopo aver lavorato al fianco di Alain Juppé quando questi era Ministro per l’Ambiente nel governo Sarkozy, accettò di lavorare come Direttore per gli Affari Pubblici presso Areva, il colosso francese del nucleare. Dall’Ambiente alle miniere di uranio in Niger, il passo compiuto dal neo-Primo Ministro rivela più di una contraddizione. C’è chi lo accusa di aver avuto un ruolo chiave in alcuni affari oscuri intrattenuti coi governi del Sahel per favorire Areva e le sue attività di estrazione sul suolo africano. Secondo il sito Mediapart, Philippe avrebbe poi rifiutato di rispondere a diverse domande riguardanti il suo patrimonio e i suoi guadagni, nella dichiarazione che, dopo la promulgazione della legge Sapin, tutti gli eletti sono obbligati di redigere.

Millenium al potere. 

Françoise Nyssen è il nuovo Ministro della Cultura nominato da Emmanuel Macron. Il mondo dell’editoria ha salutato con entusiasmo questa nomina; a Nyssen è infatti la direttrice di Actes Sud, la prestigiosa casa editrice di Arles, celebre per aver pubblicato il bestseller internazionale « Millenium » dello svedese Stieg Larsson -più di un milione di vendite nel 2009 – o ancora lo splendido Premio Goncourt « Gli Scorta » di Laurent Gaudé, ambientato nella Puglia di inizio Novecento, fra storie di miseria e di migrazione. Actes Sud è un’istituzione anche nel mondo dei fumetti, mondo amatissimo in Francia più che in Italia, ed è stato proprio un autore italiano, il nostro Gipi, a vincere con « Appunti per una storia di guerra », pubblicato da Actes Sud,  il premio per il miglior libro al Festival dei fumetti di Angoulême. Se Françoise Nyssen riuscirà a compiere col Ministero della Cultura lo stesso miracolo operato con Actes Sud, la sua nomina è certamente un’ottima notizia.

Macron ce l’ha fatta: Nicolas Hulot all’Ambiente

A capo della Fondazione Nicolas Hulot per la natura, per anni autore e presentatore della celebre trasmissione televisiva Ushuaia, fondatore di Ushuaia TV del gruppo TF1, Nicolas Hulot è in Francia l’icona delle battaglie ecologiche. In prima linea nella difesa della natura, aveva finora sempre rifiutato ogni incarico politico, evitando compromessi coi partiti. Ma il movimento « En marche » l’ha convinto e oggi, il nipote dell’architetto che ispirò Jacques Tati per il suo mitico « Monsieur Hulot », è il nuovo Ministro dell’Ambiente.

Una blogger (italiana) alle Parità: 

Marlène Schiappa ha soltanto 34 anni ed è il nuovo Segretario di Stato per la Parità. A spingere Edouard Philippe ad affidare questo ruolo alla giovane di origini italiane è stato il blog che la Schiappa anima da una decina d’anni: « Maman travaille » (la mamma lavora). Impiegata in un’agenzia di pubblicità, Marlène è diventata mamma poco più che ventenne ed ha dovuto immediatamente destreggiarsi nella sua organizzazione quotidiana tra asili e baby sitter per conciliare il lavoro e la maternità, tema scottante per tutte le donne di oggi. Il successo del blog è stato immediato ed è cresciuto nel corso degli anni. Attorno a Marlène si è creata così una comunità molto vasta e attiva di mamme lavoratrici. Ora Marlène fa parte del governo Philippe e non si può che esserne felici.

e gli altri, fra luci ed ombre…

Bayrou, il leader del partito centrista, si aggiudica il Ministero della Giustizia, mentre il settantenne sindaco di Lione, Gerard Collomb, visibilmente commosso durante la cerimonia di passaggio dei poteri all’Eliseo, domenica scorsa, diventa Ministro dell’Interno. Queste due nomine non hanno avuto un grande effetto sorpresa, poiché entrambi i politici sono stati fra i più importanti sostegni del presidente durante la campagna. Collomb in particolare ha appoggiato Emmanuel Macron fin dall’inizio. Sorpresa e perplessità invece in merito a due nomine in particolare: Bruno Le Maire, ex ministro di Sarkozy e grande sconfitto delle primarie repubblicane, con appena 2,4% dei voti, ottiene l’Economia, uno dei  ministeri chiave dove si giocherà il futuro del presidente. Altra decisione che ispira qualche perplessità: Jean-Michel Blanquer al Ministero dell’Educazione. La nomina ha fatto storcere il naso al suo predecessore Najat Vallaud-Belkacem. Direttore dell’Essac, una delle gradi scuole francesi di management, Blanquer fu il n. 2 all’Educazione all’epoca di Sarkozy. Decisamente conservatore, Blanquer fu colui che propose di mettere dei voti ai bambini della scuola materna, e fu anche colui che spinse a importanti tagli sul budget dell’insegnamento. La sua nomina ha provocato una certa freddezza da parte di molti rappresentanti del mondo dell’educazione.

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