L’indirizzo è ancora segreto. Ma di questo prezioso angolo di Parigi, come al solito, sarà lui a studiare e curare ogni singolo dettaglio. Ilgiz Fazulzyanov è fatto così: é meticoloso, irrequieto fino a che ogni particolare delle sue creazioni corrisponda all’idea che fluttua nella sua immaginazione. Il genio maestro nell’arte della lavorazione dello smalto, è il gioielliere preferito dai potenti del Cremlino. E d’altra parte, dai tempi di Fabergé, il privilegio di esporre nel palazzo simbolo del potere russo è più unico che raro. Lui ci è riuscito. L’anno scorso, le sue incredibili creazioni sono state esposte al Cremlino durante tutta la primavera. Un momento inaudito nell’incedibile percorso professionale di questo giovane artigiano adorato dall’alta borghesia russa e dal gotha degli appassionati d’arte e di gioielli del mondo intero.

Ilgiz è un personaggio misterioso, non ama le luci della ribalta, ai riflettori preferisce la penombra del suo atelier dove in solitudine perfetta dà vita a opere dalla stupefacente originalità e dalla grande raffinatezza. I collezionisti si contendono le sue creazioni. Ma sottovoce, senza rumore, senza stridore mediatico e fuori da quel mondo di paillettes e di testimonial hollywoodiani di cui si vantano i più altisonanti nomi della gioielleria mondiale. Fazulzyanov è un’altra cosa, chi lo cerca, non cerca un nome, non cerca uno status symbol, insegue bensì l’essenza pura dell’arte, toccata nel cuore dalle mani abili di questo artigiano schivo, di questo eterno ragazzo ostinato nel rivendicare la sua identità di sognatore. Ilgiz fabbrica i propri sogni e li rende tangibili. Il suo livello tecnico ha stupito più di un esperto. Nel 2011 Fazulzyanov vince a Hong Kong la medaglia d’oro al concorso internazionale Jewellery Desing Excellence. A premiarlo nel 2014 è invece nientemeno che il Tesoro Nazionale Russo, con la sua distinzione più prestigiosa.

La creatività del gioielliere attinge ai codici dell’Art Nouveau e dell’Art Deco. La natura, i fiori, gli insetti, sono fonti di ispirazione perpetua. Il lavoro di Ilgiz comincia dalla materia prima. È lui, in prima persona, a girare il mondo per cercare le pietre preziose che meglio si adattano ai suoi capolavori. Qualche mese fa, da solo, è partito in una regione remota dell’India per mesi, con la caparbietà di un esploratore ottocentesco: solo lì esisteva una pietra particolare con una luce identica a quella immaginata. Le sue creazioni valgono cifre astronomiche, ma lui, imperturbabile, continua a passare i giorni nel suo atelier, dove, agli inizi, non esistevano nemmeno gli strumenti adatti per lavorare i minerali tanto è vero che finì con l’adattare alla bisogna alcuni strumenti da dentista! La sua bolla di sogni in cui vive volontariamente da prigioniero è intatta come la luce delle sue pietre. Timido e riservato, sono le sue creazioni a raccontare il suo universo di grazia e colori: l’ anello « Artichaut » ornato da una perla di Tahiti circondata da una miriade di smalti multicolore, il ciondolo « Dragonfly » a forma di fragile libellula o ancora gli orecchini « Butterly » con una sottile influenza dello stile Lalique.

Tra poco Parigi vanterà un nuovo indirizzo d’eccezione, una boutique galleria dove il mondo di Fazulzyanov troverà il suo spazio sotto la Tour Eiffel. « Non poteva non essere presente a Parigi, la città dei creativi per eccellenza » dice la moglie, mentre Ilgiz è ancora nel suo silenzioso atelier, intento a fabbricare sogni.

 

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