Un deputato FN è stato aggredito da militanti di estrema sinistra al meeting del Front National tenutosi ieri allo Zenith, la gigantesca sala concerti dove una folla galvanizzata dal discorso lepenista festeggiava la Pasquetta sventolando bandiere tricolori al grido di « on est chez nous » (siamo a casa nostra).

Il politico in questione è Gilbert Collard uno dei volti più mediatici nella campagna presidenziale portata avanti dalla candidata nazionalista. L’avvocato Collard non è di sicuro un deputato qualunque e non è certamente un caso se gli aggressori lo hanno scelto come bersaglio.

Cresciuto in una famiglia della grande borghesia di Marsiglia, il principe del foro, attore principale in alcuni processi eccellenti finiti sotto i riflettori dei media, orchestra da qualche anno i cambiamenti di immagine messi in atto dalla Le Pen, compreso quel processo di « dediabolizzazione » che l’ha allontanata (o ha finto di allontanarla) da alcune posizioni estreme da cui non si è mai mosso il padre Jean Marie, oltre che dalle frange violente e xenofobe del partito.

L’istrionico avvocato flirta abilmente con i media, ama parlare con la stampa e ama i colpi di scena. Fu lui a difendere Pierrette Le Pen nel divorzio che la separava da Jean Marie, e fu sempre lui, burattinaio nell’ombra, a spingere l’ex moglie del leader di estrema destra a posare nuda per Play Boy. Collard ha costruito la sua fama prendendo la difesa di personaggi celebri in situazioni spinose, come nel caso di Laurent Ggabo, ex presidente della Costa d’Avorio che rifiutando di lasciare il potere ad Alexandre Ouattara gettò il paese in una spirale di caos e violenza.

Collard guidava il collettivo di prestigiosi avvocati che si mossero in difesa del leader africano dopo il suo arresto.

Ci fu poi il caso di Charles Pasqua, controverso personaggio politico francese accusato di traffico d’armi verso l’Angola e di finanziamento illecito della campagna europea del 1999. Nel processo definito « affaire ELF », Collard, difensore di Pasqua, si trovò di fronte una rivale agguerrita, la giudice Eva Joly. Charles Pasqua era sospettato di aver utilizzato dei voli privati pagati dalla società petrolifera francese per le sue attività politiche, per una spesa complessiva che superava il milione di euro.

Nel 1976, durante il settennato di Giscard d’Esteing, ancora Collard rispondeva ai microfoni delle televisioni per difendere Christian Ranucci, uno degli ultimi condannati a morte della République: Ranucci fu ritenuto responsabile dell’assassinio di una bambina e ghigliottinato, anche se la sua colpevolezza fu in seguito rimessa in questione da diverse inchieste giornalistiche.

Sempre il nome di Collard comparve nei giornali come difensore di una delle famiglie ebree di Carpentras, nell’affare della profanazione delle tombe occorso nel 1990, quando due donne scoprirono entrando  nel cimitero ebraico della cittadina,  decine di lapidi distrutte e un cadavere estratto dal feretro e barbaramente profanato. I responsabili, un gruppo di naziskin che non avevano mai militato nel Front, si auto-accusarono sei anni dopo i fatti. Gran sospiro di sollievo per Collard, all’epoca già vicino alla famiglia Le Pen ma non ancora deputato: il partito non era coinvolto. D’altra parte il caso divenne ben presto, e proprio grazie a lui, un vero cavallo di battaglia per l’FN, che descrisse la vicenda come una « menzogna di Stato » orchestrata dal governo per far cadere le responsabilità della barbarie sul Front. Collard il provocatore, l’uomo dell’ombra di Marine, non è dunque al suo primo colpo di scena.

 

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