Il sito Mediapart e la trasmissione Cash Investigation, condotta dalla Gabanelli francese, la brava Elise Lucet, hanno indagato su un lontano affare di pedofilia in Argentina. Il Papa sarebbe tenuto responsabile di aver voluto coprire o minimizzare il crimine.

Nel 2009 finalmente l’hanno condannato. Colpevole di aggressione sessuale ai danni di due bambini, il sacerdote Julio Cesar Grassi sconta oggi una pena di quindici anni di prigione, dopo che le autorità ecclesiastiche di Buenos Aires avrebbero fatto di tutto per nascondere l’affare. Tutto cominciò nel 1991, ma solo nel 2002 la faccenda esplose grazie a un’inchiesta giornalistica locale e alla testimonianza toccante di un ragazzino di quindici anni, Gabriel, vittima di abusi e di minacce da parte del prelato. Grassi aveva creato in Argentina la fondazione « Felices los Ninos » (I bambini felici, un nome che pare col senno di poi una tragica burla) per aiutare minori provenienti da famiglie indigenti e marginalizzate. In quel periodo Jorge Maria Bergoglio, l’attuale Papa, rivestiva il ruolo di Presidente della Conferenza Episcopale d’Argentina. Secondo le indagini condotte dalla Lucet e dal suo team, sarebbe stato proprio lui, Bergoglio, ad aver ordinato una contro-inchiesta di fronte alle accuse rivolte a Padre Grassi. Venne così redatto un documento titolato « Studi sul caso Grassi ». Secondo il giudice della Corte argentina Carlos Mahiques, interrogato da Mediapart, il documento di 2600 pagine era chiaramente di parte e mirava a screditare le testimonianze dei due giovanissimi oggetto delle attenzioni del sacerdote accusato. Sempre secondo Mediapart, il documento fu un autentico strumento di lobbying, addirittura ne comparvero tre edizioni, nel 2010, 2011 e 2013, in concordanza coi gradi di giudizio subiti dal prete. La Chiesa argentina avrebbe messo al servizio di Grassi un discreto numero di avvocati celebri, di principi del foro determinati a difendere ciò che in seguito risultò indifendibile.

Alcuni testimoni del processo Grassi, tutti minori all’epoca dei crimini, hanno beneficiato per mesi di un programma di protezione, in seguito a minacce e intimidazioni. Di fronte alle telecamere della Lucet, molte vittime del sacerdote hanno rilasciato la loro atroce testimonianza tra le lacrime. Molti fra di loro sono seguiti da psicologi per poter lenire i traumi subiti. Il Papa avrebbe davvero ordinato la contro-inchiesta per proteggere un prete pedofilo quando la lotta contro la pedofilia nella Chiesa sembra rientrare tra le sue priorità?

Nella prefazione del libro scritto dallo svizzero Daniel Pittet, vittima di crimini pedofili da parte di un ecclesiastico a Friburgo (il libro è pubblicato in Italia da Repubblica), il Papa ha tenuto propositi duri e determinati contro la terribile piaga che infanga la Chiesa da secoli.

“E’ nostro dovere far prova di severità estrema con i sacerdoti che tradiscono la loro missione, e con la gerarchia, vescovi e cardinali, che li proteggesse, come è già successo in passato” ha scritto Bergoglio. E il caso Grassi?

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