Francia: il castello degli aspiranti jihadisti è vuoto. 

Mustafa Savas è stato interpellato qualche settimana fa per associazione criminale legata al terrorismo. Era in contatto con uno dei kamikaze del Bataclan, Foued Mohammed Aggad. Lo hanno fermato in Alsazia. Mustafa era uno dei ragazzi « in cura » al centro di deradicalizzazione di Pontourny, a Beaumont en Véron, il castello nel cuore della Francia rurale che l’amministrazione Valls aveva deciso appena l’anno scorso di trasformare in centro specializzato per accogliere i giovani tentati dalla jihad. L’arresto del ragazzo è stato l’ennesimo fallimento subito dal centro, attualmente senza alcun ospite, ma con una ventina di operatori da remunerare.

Prima di essere internato al castello di Pontourny, Mustafa aveva tentato per due volte di raggiungere la Siria, durante il primo dei due tentativi era accompagnato da Aggad, uno degli assassini del Bataclan. I servizi segreti francesi (DGSI) avevano espresso un parere negativo circa la possibilità di reinserzione del ventiquattrenne, ma la direzione del centro aveva voluto accoglierlo ugualmente. D’altra parte, non c’è esattamente la fila per essere ammessi al centro. Aperta nel settembre dello scorso anno, la struttura avrebbe dovuto accogliere a novembre una ventina di giovani in via di radicalizzazione, ma l’obiettivo non è stato mai raggiunto. I ragazzi avrebbero dovuto presentarsi volontariamente per essere assistiti da psicologi, sociologi e altri esperti che li aiutassero a non percepire più la Francia come una realtà nemica da combattere. A gennaio, il centro contava appena tre ospiti, e oggi nessuno. L’ultimo è stato espulso per via di una denuncia per violenze famigliari. Per alcuni dei giovani passati da Pontourny, sembra addirittura che il bilancio del soggiorno sia stato contrario agli effetti sperati. Alcuni ospiti si sarebbero infatti lamentati di una « propaganda anti-Islam » praticata dagli operatori, convincendoli quindi a precipitare ancor più nella spirale del fanatismo. La popolazione locale, fin dall’apertura si era battuta contro il centro di deradicalizzazione, in molti temevano che questo villaggio bucolico, Beaumont en Véron, nella zona dei castelli della Loira, diventasse un bersaglio per gli estremisti. Si è così costituito il movimento cittadino « Radicalement digne de Pontourny ». Fra le prime azioni, c’è stata quella di raccogliere 700 firme su internet per invocare la chiusura della struttura. Finora la loro richiesta è stata ignorata dalle autorità centrali. Il centro di deradicalizzazione costa due milioni di euro l’anno. Di che far salire in maniera esponenziale l’indignazione degli abitanti e dei sindaci della zona, visti gli scarsi risultati ottenuti dalla struttura. Ironia della sorte, il castello di Pontourny si trova a una manciata di chilometri dalla bellissima cittadina storica di Chinon, uno dei luoghi simbolo della cristianità: qui Carlo VII incontrò Giovanna d’Arco. Nel ventunesimo secolo, l’Europa non è ancora uscita dalle battaglie fra Mori e Cristiani.

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