Il candidato dei Repubblicani (il centro destra) François Fillon ha deciso di continuare la corsa per l’Eliseo, nonostante l’imbarazzante scandalo del falso impiego della moglie con denaro pubblico, l’ammisssione dell’ “errore”, la sua posizione di inquisito e soprattutto le pesanti defezioni nel suo campo, nonostante l’unitá di facciata. Per sopravvivere e evitare la disfatta, Fillon ha fatto appello allo zoccolo duro degli elettori di destra, ha spostato la barra su una linea di conservazione e tradizione e ha in sostanza deciso in stile bonapartista di rivolgersi direttamente al popolo facendo a meno del partito. Ma questa deriva piace molto anche agli elettori di Marine Le Pen che in fin dei conti potrebbero preferire l’originale alla copia. Di fatto, il partito dei Republicains é imploso, essendosi rivelata impossibile la sintesi fra diverse anime e fra troppi galli divisi da odii e rivalitá. Sul fuoco ha soffiato anche Sarkozy, il quale – secondo stile dalemiano – preferirebbe perdere con Fillon che vincere con Juppé. Sarebbe stato lui in primis a impedire l’attuazione del Piano B, ovvero il ritiro di Fillon e il lancio del sindaco di Bordeaux. Juppé, fin dall’inizio della campagna, era il grande favorito e lo sarebbe stato ancora.
Se la destra se la passa male, la sinistra se la passa peggio. Le divisioni fra diverse anime e le fratture all’interno del partito socialista rendono alto il rischio di eliminazione al primo turno. Ma nella sinistra (o meglio, dalla sinistra) é emerso il candidato senza partito Emmanuel Macron, che definisce il suo programma né di destra né di sinistra. Macron, sembra il solo in grado di contendere l’Eliseo a Marine Le Pen nella sfida finale al secondo turno. Se vincesse, confermerebbe il paradosso di un Paese molto a destra che alla fine sará guidato da un presidente di centro sinistra. Anche se bisognerá poi attendere le legislative per vedere di quale maggioranza disporrá all’Assemblea.
Tuttavia, da come si sono messe le cose nella destra, considerando la sensibilitá popolare della Francia di oggi, l’ampiezza della crisi economica e sociale, l’inquetudine della maggioranza afflitta dalla combinazione sicurezza/terrorismo/immigrazione, Marine Le Pen sembra avere il vento in poppa. LA sua vittoria non é piú impossibile e – dopo quella di Trump – nemmeno piú impensabile.

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