La società Lafarge-Holcim era già finita nella tempesta per aver finanziato indirettamente lo Stato Islamico. 

Il muro di Trump? Lo costruirà un’azienda francese. Ma non una qualsiasi, si tratta della Lafarge-Holcim, la società che, appena qualche settimana fa, ammise candidamente che sì, in effetti è responsabile di aver « finanziato indirettamente lo Stato Islamico ».

Ma andiamo con ordine.

Nell’ottobre scorso, il gruppo franco-svizzero è stato accusato da alcune ONG e dallo stesso Ministero dell’Economia francese a Bercy, di aver concluso degli « accordi inaccettabili » con dei gruppi armati locali per poter mantenere in attività il cementificio di Jalabiya (150 km a nord-est di Aleppo). Lafarge avrebbe pagato degli intermediari perché questi a loro volta consegnassero il denaro ai gruppi armati che minacciavano la regione, fra questi compare il nome dello Stato islamico. Accusata così di aver finanziato il terrorismo e di aver infranto le sanzioni stabilite dall’Unione Europea contro il regime di Bachar Al Assad, Lafarge, attraverso i suoi avvocati ha finito con l’ammettere a inizio marzo le sue pesanti responsabilità.

Visto e considerato il nuovo caso di cui Lafarge è protagonista, è verosimilmente necessario cancellare l’ipotesi di un esame di coscienza da parte dell’impresa.

Dopo i fondi finiti nelle casse dello Stato Islamico, Lafarge si fa incantare dalle sirene del guadagno sguinzagliate da Trump e alza la mano volonterosa per fornire il materiale necessario alla costruzione del « muro della vergogna » tra Stati Uniti e Messico.

« Non vogliamo schierarci politicamente » ha dichiarato all’AFP Eric Olsen, amministratore delegato del gigante del cemento. «Siamo pronti a fornire i nostri materiali per la costruzione di qualunque infrastruttura negli Stati Uniti ».  L’ambizione dei dirigenti è quella di risultare fra i vincenti nel programma di investimenti pari a 1000 miliardi di dollari promessi da Donald Trump, con lo scopo di rinnovare le infrastrutture americane, dai ponti alle autostrade, dai tunnel…ai muri anti-clandestini.

I Francesi avevano cominciato un proficuo e glorioso rapporto con gli Stati Uniti regalando alla giovane nazione la Statua della Libertà, costruita a Parigi e inaugurata a Ellis Island nel 1886, in presenza del presidente Cleveland. Ora vendono a Trump il materiale per un muro che simboleggia esattamente il contrario di quei valori di fratellanza e libertà incarnati dalla statua. O tempora, o mores…

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