Il “cyber-marionettista” Kassim, all’origine degli attentati di Nizza, di Magnanville e di Saint Etienne du Rouvray sarebbe stato abbattuto durante un raid compiuto dalle forze alleate a Mosul. 

Francese, 29 anni, il jihadista Rachid Kassim era da tempo nel mirino dei servizi anti-terroristici francesi. Il giovane, cresciuto a Roanne nel dipartimento della Loira,  è stato all’origine dei numerosi attacchi che hanno insanguinato la Francia l’anno scorso e che hanno fatto sì che il governo mantenesse, e mantenga tuttora, lo stato d’urgenza. È stata la CIA a informare i servizi segreti a Parigi. La notizia richiede ancora una conferma ufficiale, ma pare che il jihadista abbia trovato la morte nei bombardamenti del suo quartier generale.

Attraverso Internet e l’applicazione Telegram, Kassim avrebbe organizzato e ordinato il massacro di Magnanville, dove una coppia di poliziotti è stata barbaramente uccisa di fronte al figlioletto di tre anni per mano di Larossi Abballa. Stesso copione per l’uccisione del sacerdote Jacques Hamel nella chiesa del piccolo comune di Saint Etienne du Rouvray. Si indaga ancora sul reale ruolo che avrebbe poi avuto nell’attentato del 14 luglio a Nizza. In un video diffuso successivamente  all’attacco che fece 86 morti sulla Promenade des Anglais, Kassim loda con enfasi l’azione criminale di Mohamed Lahouaiej Bouhlel. Via l’applicazione Telegram e una serie di messaggi criptati, il francese era uno dei più importanti reclutatori di giovani radicalizzati sul territorio francese. I suoi collaudati metodi di persuasione avevano fatto sì che numerosi ragazzi e ragazze cadessero nella trappola jihadista. Sempre Kassim è all’origine dell’attentato sventato quest’estate a Notre Dame, quando quattro ragazze fra cui la giovanissima Sarah, 19 anni, avrebbero tentato di far esplodere una macchina parcheggiata nel quartiere turistico della cattedrale riempiendola di bombole di gas e taniche di gasolio. Per fortuna il detonatore non funzionò e il personale di un bar diede l’allarme denunciando la macchina sospetta, evitando così un’ennesima strage. Sarah aveva dichiarato fedeltà a Daesh in un video poi ritrovato nel suo domicilio, era pronta a passare all’azione e a recarsi in Siria dopo l’attentato a Parigi.

Faceva parte di quelle che gli inquirenti chiamano le « soeurs », le sorelle, giovani donne che attraversano difficoltà in famiglia o a scuola e che vengono avvicinate sui social network dai reclutatori come Kassim. In un’inchiesta recentemente condotta da Envoyé Special, una trasmissione di France 2, due giornaliste si sono finte giovani radicalizzate e si sono fatte contattare proprio da Rachid Kassim. Il terrorista scriveva loro frasi di questo genere: «  hai due possibilità: o vieni qui e metti al mondo dei combattenti o resti lì e puoi andare in paradiso facendo qualcosa di pazzesco in Francia contro gli infedeli ». O dare la vita a futuri martiri, o diventare martiri in prima persona, in nome del delirio jihadista. Sulla probabile fine di Kassim non si escludono complicità in seno allo stesso Stato islamico, che avrebbe recentemente accusato il jihadista di essersi voluto mettere eccessivamente in luce su Telegram e sui « video del terrore » fatti circolare sulla Rete. Purtroppo Kassim non è il solo ad essere formato per attirare giovani europei nelle file di Daesh.

Aziza, madre di un giovane combattente partito dalla Francia a insaputa della madre e ucciso in Siria, ne dà la prova: «  mio figlio portava gli occhiali, non era stato giudicato abile per combattere. Lo avevano  formato per contattare giovani attraverso internet e convincerli ad unirsi a Daesh. Laggiù, in Siria e in Iraq, esistono unità intere di militanti che operano in uffici organizzati apposta per il reclutamento online. » Li chiamano i cyber-marionettisti. 

Sicuramente ci sono altri cyber-marionettisti dietro all’azione, sventata in extremis dalle forze dell’ordine, organizzata da una giovanissima coppia di Montpellier. Secondo il Ministro dell’Interno Bruno Le Roux, Thomas di 20 anni e Sara di 16 stavano preparando un attacco imminente sul suolo francese. Nelle ultime ore gli inquirenti hanno lasciato trapelare la possibilità di un attentato a un luogo turistico nella capitale. Nel loro appartamento a Montpellier è stata ritrovata un’importante quantità di prodotti chimici usati per la fabbricazione di esplosivi: 70 grammi di TATP, acetone, acqua ossigenata, acido solforico e una scatola di chiodi che avrebbero dovuto amplificare la potenza mortale dell’ordigno. I due giovani erano intenzionati a sposarsi religiosamente nei prossimi giorni e a « celebrare » l’evento con un attentato spettacolare. Nella « jihadosfera », amore e morte vanno spesso a braccetto.

 

 

 

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