Mentre in Italia il PD di Renzi é vicino alla scissione e la sinistra manda in scena l’ennesimo suicidio collettivo con la regia di Massimo d’Alema (uno specialista, dopo avere fatto fuori Prodi e Veltroni), anche in Francia la sinistra gioca a perdere, anziché capitalizzare i guai della destra, in piena crisi di sondaggi, credibilitá e leadership dopo le inchieste giudiziarie e le gaffes mediatiche dell’ex favorito François Fillon. Quest’ultimo – travolto dallo scandalo dell’impiego e salario fittizio della moglie – non trova di meglio che rimettersi al suffragio universale, che é un po come dire giudizio universale. Solo Dio e le urne, la magistratura può attendere.

Ma appunto la sinistra non ne approfitta. Benoit Hamon e Jean Luc Mélanchon fanno prove tecniche di fronte popolare, ma con grande diffidenza reciproca e prospettive di successo ancora lontane.

Tutti gli ultimi sviluppi giocherebbero a favore dell’astro nascente, Emmanuel Macron, il quale potrebbe conquistare il centro sinistra, erodere l’elettorato di Fillon e porsi come il piú credibile avversario di Marine Le Pen, oggi fortemente in testa nei sondaggi, tanto che l’ipotesi del suo ingresso all’Eliseo non é più fantapolitica.

Ma ecco che Macron, che finora non aveva sbagliato una mossa, scivola su una gigantesca buccia di banana. In visita ad Algeri, ha detto che il “colonialismo é un crimine contro l’umanitá”.

Concetto condivisibile se si ripercorre la storia dell’uomo e non solo quella francese, ma anche sbrigativo su vicende complesse che coinvolgono la memoria e il ruolo di tanti francesi. La Francia ha fatto i conti con l’Algeria, con il passato, con i crimini e i torti, pur senza rinnegare una missione di civilizzazione che affonda nei secoli.

Con un po’ di prudenza e astuzia, Macron  avrebbe potuto evitare una frase cosi brutale. Invece ha tradito inesperienza e scarsa sensibilitá sui nervi scoperti della societá transalpina e se lo ha fatto intenzionalemente, per ingraziarsi l’elettorato maghrebino e i giovani delle banlieues, rischia di mettere in circolo altri virus nell’antagonismo culturale e religioso contro la Francia repubblicana, laica e  bianca.

In ogni caso, anziché sottrarre voti alla destra, rischia di regalarne altri a Marine Le Pen, sempre abilissima nel cogliere al volo le occasioni di farsi paladina dei valori patriottrici della Francia, della sua storia e delle sue tradizioni. Anche coloniali.

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