La République produce anche nuove idee.

Non é detto che le utopie – lo dice la parola stessa – siano davvero irrealizzabili. Finora, si é sperato di ottenere risultati migliori correggendo le stesse politiche. E se provassimo a cambiare politiche? Fra tutti i segnali allarmanti e negativi che arrivano dalla Francia elettorale – il populismo, il razzismo, l’uscita dall’euro, Marine Le Pen etc – c’é almeno questa voglia di riflettere su altre strade possibili. Piketty é l’economista piú innovativo e di maggior successo del momento, per quanto discutibile.

E si è deciso a entrare nella squadra di Benoit Hamon. Il suo nome appare nell’organigramma presentato ieri in occasione dell’inaugurazione del quartiere generale del candidato socialista vincitore delle primarie. Piketty avrà un ruolo di consulente per le questioni relative al trattato di bilancio europeo. Già professore alla London School of Economics, sostiene la teoria del « reddito universale » che ha costituito il perno della campagna di Hamon e fatto gridare alla « misura utopistica » gli altri candidati. Eppure il candidato è riuscito a imporre la sua visione nel dibattito. Nel gennaio scorso, una decina di economisti fra cui Piketty firmarono su Le Monde un articolo che illustrava i vantaggi e il potenziale innovativo di un ipotetico reddito universale versato ai cittadini.

Anche Emmanuel Macron, in ascesa nei sondaggi, é uscito dagli schemi. Per comoditá (o pigrizia) giornalistica, anch’io l’ho definito lib/lab, l’uomo che avanza al centro, il leader che spera di conquistare pezzi di destra e di sinistra. In effetti il suo programma é ancora abbastanza confuso e indecifrabile, anche se ci sta lavorando uno degli economisti europei piú stimati, Pisani Ferry, del centro studi di Brouges. LA grande novità che scuote la Francia é il metodo, la voglia di costruire un progetto e un programma non sulla base di un’idea di partito o di una concezione culturale/politica onnicomprensiva ma attraverso la consultazione di settori e categorie della societá di oggi, sempre piú parcellizzata e complessa. Come si fa a tenere insieme industria e ecologia, una societá anziana e giovani disoccupati, trasporto pubblico e auto di lusso, divertimento colto e precariato, competitivitá e solidarietá, aperture multirazziali e sicurezza?

E’ un azzardo, una scommessa complicata, ma può essere vincente. Al punto che non sarebbe cosi impensabile che Macron e Hamon finissero per convergere, in una sorta di moderno fronte repubblicano che allontani l’incubo del Front National in Francia. Incubo sempre piú probabile, dato lo stato comatoso del centro destra, il cui candidato François Fillon appare sempre meno credibile e sempre meno vincente. Il rischio é che una parte dei suoi elettori convergano su Marine Le Pen. E il disastro sarebbe completo.

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