La storia d’amore tra Parigi e il Giappone va avanti da secoli, almeno da quando i pittori francesi si innamorarono delle stampe nipponiche, attingendo i pennelli a quegli elementi pittorici tanto esotici quanto affascinanti. I Giapponesi vengono a Parigi per gli impressionisti, per ammirare le ninfee di Monet all’Orangerie -è venuto anche il fratello dell’imperatore a contemplarle – per perdersi nel giardino del pittore a Giverny, per farsi fotografare nel museo d’Orsay davanti al gigantesco orologio della vecchia stazione o accanto alle fragili ballerine di Degas.

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La liaison artistica definitiva, il tratto indelebile fra Parigi e Tokyo fu Fujita, l’eclettico artista pittore e scultore, nato nell’arcipelago nipponico e venuto a Parigi per influenzare l’arte di Montparnasse con il suo stile maturato osservando le stampe dell’epoca Edo.

In tempi attuali, fra le immagini più belle di Parigi, adorate dal pubblico femminile della capitale, ci sono certamente quelle della tokioita  Kanako, illustratrice del celebre sito internet di tendenza My Little Paris. La Parigi di Kanako, con la delicatezza dei suoi colori pastello e dei tratti fini abbozzati con l’inchiostro di china, è la Parigi idealizzata, la cartolina senza tempo di una città sospesa tra un passato invadente, un futuro già tangibile e il corridoio del presente da percorrere a tutta velocità.

Oggi, il legame ta il Giappone e la capitale francese si è spostato lentamente dall’arte alla gastronomia, di questi tempi più che mai vicina all’arte nella creatività, nelle presentazioni e nell’ardire dei contenuti.

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Dal sushi a buon mercato, rapidamente, nel giro di poco tempo si è passati a una raffinatissima e varia gastronomia nipponica, spesso amalgamata con il savoir faire culinario francese, da provare in numerosi indirizzi di eccezione. Se il temutissimo critico gastronomico del Figaro, François Simon, che si dice abbia ispirato il personaggio del critico Anton Ego nel cartone animato Ratatouille, ha fatto da padrino all’avventura gastronomica parigina del giovane cuoco giapponese Kei, seguendo da vicino l’apertura del suo ristorante omonimo in rue Coq Heron nel primo arrondisement, altri indirizzi sono nati qua e là per farci scoprire la varietà, la ricchezza e la raffinatezza della cucina nipponica. Si va da Es, nel quartiere delle ambasciate, con i suoi piatti simili ad opere d’arte, si va a gustare il sushimi delizioso del minuscolo Soma nel Marais, ci si congratula per le due stelle Michelin del Passage 53 nel suggestivo Passage des Panoramas, dove alla perfetta esecuzione dei piatti « signature » si unisce la bellezza delle stoviglie di ceramica scelte con cura dallo chef, seguendo una tradizione giapponese che vuole che certi originali cuochi-ceramisti creino con le proprie mani non solo le portate, ma anche i piatti in cui sono servite. Un paio di settimane fa, nella scuola di cucina dello chef Thierry Marx, autentica icona mediatica in Francia, si sono tenuti i primi campionati di Open Sushi, con dodici chef maestri di sushi in competizione.

Il presidente della giuria era Yuji Matsumoto, già grande chef a Tokyo e Yokohama, prima di arrivare nella terra di Paul Bocuse e aprire Ajito, cuore pulsante e vedette della gastronomia nipponica sulla Costa Azzurra. Secondo Anne Anfrol, PR di tavole d’eccellenza e di eventi gastronomici di alto livello a Parigi, nonché promotrice dell’Open Sushi,  sono ben ventuno i cuochi giapponesi che hanno almeno una stella Michelin in Francia. Fra gli ultimi indirizzi d’eccezione nati nella capitale c’é senza dubbio il Blueberry. A proposito di sushi, sotto le lanterne di carta di riso del ristorante, vicino al cuore di Saint Germain de Prés, sushi e maki la fanno da padrone, grazie a una scelta di ingredienti di prima qualità e a un’esecuzione perfetta. L’originalità è uno dei punti che fanno di Blueberry un must da inserire nella propria agenda, basti pensare al delizioso Rackham Le Rouge » a base di tonno rosso e carpaccio di tartufo. Oppure l’ Unagiii, a base di anguilla affumicata, molto apprezzata dai gourmet giapponesi. Il Giappone a Parigi, non ha ancora finito di meravigliare!

How to:

Blueberry,  6 rue du Sabot 75006 Paris

Es,  91 rue de Grenelle, 75007 Paris

Passage 53, 53 Passage Panoramas 75002 Paris

Soma, 13 rue de Saintonge 75003 Paris

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