Il comitato francese di salute pubblica sta raggiungendo l’obiettivo : salvare la Francia dei partiti e sbarrare la strada alla vandea che assalta le roccaforti del potere.
Dopo la candidatura di François Fillon per il centro destra repubblicano, si profila quella di Manuel Valls, ex primo ministro, alle primarie del partito socialista, salvo sorprese suicide cui la sinistra (non solo francese) ci ha abituato.
Gli interventi contro il Front sono terrorizzanti, del genere non votate i fascisti xenofobi, salviamo la Repubblica, il Front fará fuggire gli investitori e allontanerá la Francia dall’Europa. Argomenti che contengono una parte di veritá, ma che non aiutano a risolvere il problema, né a capirlo.
Il Front é anche il prodotto dei partiti di governo (socialisti e gaullisti) che nel corso dei decenni hanno abdicato al loro ruolo, hanno difeso il potere per il potere, hanno perduto la partita delle riforme della societá francese, non hanno saputo tenere insieme valori e sviluppo, solidarietá ed efficienza, integrazione delle comunitá di immigrati e sicurezza. Votano per il Front milioni di giovani, di disoccupati, di ceto medio impoverito dalle tasse e dalla crisi, persino molti immigrati di prima generazione che non vogliono vedere immiserire i frutti dei loro sacrifici.
Ma al di lá delle cause, il Front National é anche una risposta antisistema, a suo modo rivoluzionaria, in un Paese che sa fare le rivoluzioni e non le riforme. Il fatto appunto che il Front rimanga fuori dalla partita delle nonostante milioni di voti e consenso, spiega quanto profonda sia la crisi della democrazia francese e quanto grave sia l’usura del sistema presidenziale a doppio turno. Un sistema che, in nome della governabilitá, non prevede quote di proporzionale e che quindi limita la rappresentanza di partiti e movimenti che non siano coalizzati con i due maggiori partiti. Anche all’Assemblea nazionale, il Front ha un solo deputato, la bella Marion appunto.
Per questo, il voto per il Front é un voto antisistema, un voto che scardina e destabilizza, un voto che esprime la crisi di rappresentanza della politica. Peraltro, non solo in Francia.
La corsa all’Eliseo, nel 2017, sará una corsa a tre e per effetto del sistema i francesi voteranno PER qualcuno al primo turno e CONTRO qualcuno al secondo. Per Il leader dei repubblicani, FIllon o per il candidato della sinistra, l’importante sará quindi arrivare secondi dietro Marine Le Pen, per poi diventare il candidato della Repubblica contro la “barbarie populista”. Avremo quindi un presidente per default, il secondo che vince, in un sistema che giá gli assegna poteri ampi come in nessun’altra democrazia europea, come nemmeno il presidente degli Stati Uniti puó avere. Un presidente dimezzato in una sorta di “monarchia” democratica e repubblicana. Tutto bene, fino a quando nella monarchia non ci sia la regina Marion.

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