Ogni ballerina ha un nome di scena non appena varca la soglia del Crazy Horse. Se non le piace quello che le viene attribuito, può cambiarlo, ma una sola volta. I nomignoli attingono a piene mani dal mondo del burlesque: Foxy Comedy, Viola Waterloo, Gloria di Parma…rimontando nel tempo si arriva alla leggendaria e bellissima Rosa Fumetto, nome d’arte della torinese Patrizia Novarini, uno dei volti-simbolo del locale.

Dopo aver aperto i battenti nel 1951, il Crazy Horse non ha mai smesso di essere il cuore hot di Parigi e di incarnare lo spirito sexy, sensuale ed erotico della capitale. Vestite di luci e di qualche capo studiato per enfatizzare la femminilità, come les décolletés Louboutin tacco 12 dalla suola rossa o come, nello spettacolo attualmente in scena, la raffinata lingerie di Chantal Thomass, le ballerine si muovono sulla scena come creature oniriche, abili a sfiorare con maestria tutti i tasti dell’immaginario erotico, senza mai valicare i confini di quel limbo perfetto in cui sogno e sensualità, provocazione ed arte, erotismo e creatività mantengono un equilibrio perfetto, si nutrono l’uno dell’altra sublimandosi a vicenda. Se sulla scena tutto è lusso e voluttà, dietro le quinte le ballerine hanno ritmi rigorosi, ore ed ore di allenamento e precisi requisiti fisici da rispettare per far parte del mitico corpo di ballo. Basti pensare che la distanza fra le punte dei due seni deve essere precisamente di 21 centimetri, non uno di più, non uno di meno. Proporzioni perfette e perfezione dei corpi perché ogni sera, da quel limbo di velluti rossi e specchi, si sprigioni un inno alla bellezza. Il Crazy Horse non ha mai cessato di ispirare decine di artisti di ogni epoca, dagli anni Cinquanta in poi. David Bowie era un habitué. Sting pare non perdersi neanche uno spettacolo. Francis Ford Coppola prenota spesso un tavolo, così come il più discreto Michel Houellebecq. David Lynch fotografò una ballerina del Crazy Horse e ne fece la locandina per il 61esimo festival di Cannes. La leggenda che avvolge il cabaret di avenue George V, sembra non esaurirsi mai, si rinnova continuamente. Ne sarebbe felice il fondatore, l’impresario avanguardista e ammiratore di belle donne Alain Bernardin. Al Crazy, dietro le quinte, c’è ancora il suo ufficio, con una abat-jour coquine a forma di voluttuoso deretano. E un passaggio segreto per far fuggire in caso d’emergenza l’amante di turno.

Photo credits: Antoine Poupel: Upside Down

How to:

Crazy Horse

12 avenue George V

75008 Paris

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