Valls versus Fillon

E’ l’ora di Valls? Molto probabilmente il ritiro di Hollande ha aperto la strada al suo primo ministro per la corsa all’Eliseo. Ma c’é un altro fattore che “favorisce” la candidatura del premier, ossia il successo di François Fillon alle primarie del centro destra. Un successo che rimescola il quadro politico, ricompatta la destra, toglie fiato al Front National, e soprattutto obbliga il partito socialista e la sinistra tutta a fare i conti con il nuovo scenario. La corsa di Hollande si é fermata in tempo, cioè prima di una Waterloo politica e senza l’illusione dei “”cento giorni” per salvare la baracca. Non dimentichiamo  che dopo le presidenziali di maggio ci saranno le politiche. Anche i deputati socialisti erano sul piede di guerra, visto l’alto rischio di marginalizzazione.

Per tutte queste ragioni, Hollande era stato sollecitato a lasciare la spugna. Le pressioni interne si sono cosi sommate ai sondaggi catastrofici, al bilancio fallimentare del quinquennato, al rischio dell’umiliazione. Manuel Valls era uscito allo scoperto giá all’indomani delle primarie del centro destra, minacciando dimissioni e prefigurando uno scontro istituzionale con il capo dello Stato.

Scontro evitato, probabilmente in cambio di qualche rassicurazione sulle intenzioni, cioè il ritiro dalla corsa.

Valls può quindi prepararsi alle primarie del partito socialista, a gennaio, senza il convitato di pietra. Strada aperta verso l’Eliseo dunque, ma non spianata, come giá titolano molti giornali.

Direi in salita. Altri pretendenti sono in agguato, oltre a candidature giá espresse : l’ex ministro Emanuel Macron e il leader comunista Melanchon. La sinistra, non solo francese, ha note propensioni al suicidio. Ma Valls può farcela. E’ l’unico che piace anche fuori dal perimetro della sinistra. Per varie ragioni. Il premier di origini spagnole é giovane, si é fatto strada nelle realtá periferiche come sindaco inflessibile sulle questioni della sicurezza, ha offerto una buona immagine nella gestione dell’emergenza terrorismo, ha una visione dei problemi della Francia che non si discosta molto da quella di Fillon e di tanti osservatori super partes : il modello francese non funziona piú e ha bisogno di riforme sfrutturali profonde. Può essere diversa la cura, possono essere diverse le vittime collaterali, ma la diagnosi é analoga. Valls é un convinto riformista, nel solco di quella sinistra che ha cercato di cambiare le cose in Germania e in Italia.

Non è detto che ce la faccia. In ogni caso, sono poche le speranze della gauche di ribaltare la tendenza attuale e quindi di vittoria contro Fillon. Ma Valls, se riuscisse a riunire le forze potrebbe ottenere almeno un risultato onorevole che consolidi la gauche nel Paese e disinneschi la minaccia del Fronte National. Una sfida Fillon VAlls, comunque finisca, riporterebbe la Francia in una logica di alternanza democratica e di normalitá rispetto al populismo dilagante.

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